Meeting industry e coronavirus: uno sguardo al futuro

Meeting industry e coronavirus: uno sguardo al futuro

Meeting industry e coronavirus: uno sguardo al futuro

Quali saranno gli scenari a cui si troverà di fronte la meeting industry dopo il coronavirus?

Sospensioni, posticipazioni e nel peggiore dei casi annullamenti. La cronaca della meeting industry ai tempi del coronavirus purtroppo è stata questa. Tutto questo nonostante si sia cercato di trovare rimedio in tutti i modi ad una situazione che fa dell’incertezza la sua caratteristica principale.

La coda di grandi eventi internazionali, fiere di settore, concerti o eventi sportivi ma anche di manifestazioni dalle dimensioni più ridotte come meeting e convegni aziendali che sono stati annullati è cresciuta a dismisura. D’altronde non è un caso se il presidente del consiglio Giuseppe Conte si è visto costretto a sospendere meeting e congressi su tutto il territorio nazionale. Queste disposizioni sono state prese con il decreto firmato oramai il 4 marzo scorso.

Questa situazione tragica è sotto gli occhi di tutti. Specie i nostri, visto che siamo un’impresa che si occupa proprio di organizzazione di eventi. La meeting industry  ha subito un duro colpo, non solo in termini di fatturato, ma anche a livello organizzativo visto adesso si troverà costretta a riscrivere le regole del gioco da capo.

Ma qual’è la situazione della meeting industry ai tempi del coronavirus? Quali sono le sue prospettive future?

Cerchiamo di fare il punto sulla situazione basandoci anche sul parere di autorevoli esperti del settore.

Alcuni dati su meeting industry e coronavirus

Facciamo una breve analisi del settore riportando alcuni dati del settore. Secondo Icca, l’associazione dei congressi associativi, il valore degli incontri annullati in tutto il mondo è pari a 6 miliardi di dollari tra il 1° marzo e il 1° settembre 2020.  E sottolineaiamo come questo sia un dato parziale. Non contempla spese dirette o indirette aggiuntive oltre che le perdite per le location, le destinazioni, i fornitori e gli organizzatori Pco.

L’ufficio studi di Astraricerche invece ha dichiarato che il Coronavirus sta presentando un conto salato al comparto degli eventi, compresi quelli Mice, con perdite di fatturato tra il 40% e il 60%.

Alessandra Abarelli, presidente di Federcongressi&eventi ha da poco dichiarato: “Il Coronavirus ha portato l’Ocse a tagliare di mezzo punto percentuale le stime di espansione generali per il 2020. Di fronte a questi scenari appare evidente che la meeting industry avrà enormi ripercussioni a livello globale. L’aumentare di giorno in giorno dei Paesi colpiti dal contagio rischia infatti di impedire la riprotezione degli eventi con un trend crescente di cancellazioni e spostamenti di date”.  In sostanza quindi: “Compiere una stima delle perdite che il settore subirà diventa complesso perché lo scenario è in continua evoluzione e ogni dato rischia di essere sottostimato.

Appare evidente come il settore della meeting industry e degli eventi debba praticamente reinventarsi se vuole sopravvivere. E questo lo deve fare a prescindere dagli aiuti che lo stato italiano o l’Europa stanno predisponendo.

Ma quale sarà il futuro degli eventi durante la fase di convivenza con il covid-19?

Gli eventi del futuro: l’era virtuale

In questa fase, noi di Ventievénti siamo convinti che sia necessario prestare massima attenzione a come sbloccare questa situazione che si è venuta a creare. A come riorganizzare la meeting industry per cercare di riguadagnare immediatamente il terreno perduto. D’altronde, come la storia insegna, ogni crisi ha colpito duramente. Ma proprio perché ha colpito duramente, le persone sono state in grado di affrontare i problemi a cui la crisi li ha messi di fronte e riorganizzarsi per tornare a rifiorire.

Il futuro quindi risiede nelle nuove possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione. Siamo fermamente convinti che il futuro degli eventi e della meeting industry sia il virtuale. Il costante annullamento di eventi live ha infatti aperto una grossa opportunità per tutti quegli eventi che possono essere svolti in maniera virtuale, o quantomeno ibrida.

Abbiamo assistito ad una corsa al download di app di videoconferenza mai vista prima. Tutto questo per un semplice motivo: la quasi totale incapacità di organizzare grandi riunioni online. Ed è proprio questo uno dei bisogni che dovranno essere soddisfatti sempre di più nel prossimo futuro. La nuova realtà in cui viviamo sta formando miliardi di nuovi utenti su come incontrarsi online.

Si stanno aprendo opportunità straordinarie e uniche per gli organizzatori di eventi. Gli eventi virtuali potrebbero aiutare gli eventi reali, ma viceversa potrebbero anche danneggiarli irrimediabilmente. Immaginiamo un futuro in cui gli eventi live, si integrino alla perfezione con quelli virtuali. Questo porterà inevitabilmente alla nascita di nuovi modi di fruizione degli eventi che saranno in grado di soddisfare ancora di più le aspettative dei partecipanti. Stiamo parlando sia di eventi dedicati sia al tempo libero ma anche per gli eventi MICE.

Come molte generazioni prima della nostra quindi, sta a noi sfruttare questa opportunità di apprendimento. Adattiamoci al cambiamento e costruiamo una realtà migliore e diversa.

Meeting industry e coronavirus: 3 possibili scenari futuri

Una condizione che ha caratterizzato le nostre vite negli ultimi mesi è senza dubbio quella del forte il senso di precarietà rispetto al prossimo futuro. Prevedere cosa accadrà in Italia e nel mondo, nei prossimi mesi è praticamente impossibile soprattutto per riguarda il destino degli eventi dal vivo.

Tuttavia, per chi di mestiere organizza eventi, da semplici catering a convention più strutturate per arrivare a grandi eventi culturali, è impossibile non chiedersi quali siano gli scenari futuri possibili. Proviamo quindi ad immaginare tre scenari possibile e ad immaginarci come potrà reagire la meeting industry al coronavirus.

Cosa succederà se il distanziamento sociale sarà la nuova normalità?

Se sarà questo scenario a verificarsi viene lecito chiedersi: “possiamo dire addio agli eventi dal vivo come li abbiamo conosciuti fino a ora?”.

Questo scenario è senza dubbio quello più catastrofico che possiamo prevedere. Un scenario che ci costringerà a vivere a lungo in isolamento sociale. Per soddisfare il bisogno di socialità siamo sicuri che gli uomini troveranno modi nuovi e diversi di fare quello che facevamo in passato, e quindi troveremo per forza di cose nuove soluzioni.

Speriamo si tratti dello scenario più improbabile.

Cosa succederà se il Covid-19 non sparisce prima della fine del 2021?

Il vaccino per il Covid-19 sarà disponibile fra circa 18 mesi, forse più. In questo lasso di tempo perciò è facile immaginare come gli eventi continueranno a essere penalizzati, e questo renderà azzardato programmare e organizzare eventi sopportando il rischio di cancellazioni o posticipi.

Purtroppo questo scenario è molto plausibile per affrontarlo gli organizzatori si vedranno costretti trasformare molti dei loro eventi dal vivo in eventi virtuali. Nonostante il danno economico quindi questa potrebbe essere un’occasione unica per modernizzare il settore della meeting industry nei suoi diversi aspetti.

Cosa succederà se torneremo alla normalità entro il 2020?

Senza dubbio questo è lo scenario più auspicabile. Ma in questo caso cosa ci perderebbe la meeting industry dopo il coronavirus?

Forse la possibilità di imparare dagli errori, l’occasione di fare un balzo nel futuro. Forse, anche prima dell’arrivo del coronavirus, era il tempo di cambiare il modo di ragionare e di fare i conti con il futuro. Il passaggio dagli eventi digitali a quelli faccia a faccia e viceversa può diventare la nuova norma e la meeting industry lo sta imparando.

 

 

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